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Leggende metropolitane della forma fisica

Eccole… sono loro! Così consolidate nell’opinione comune da sembrare verità assolute e inossidabili, smentite da fior di studi scientifici eppure così difficili da sradicare nelle convinzioni di chi si approccia da neofita al mondo dell’allenamento.

Chi ad esempio non ha mai sentito dire che…

 

1)      PER PERDERE PESO E’ MEGLIO CAMMINARE CHE CORRERE

E’ vero che più si va piano e più si bruciano grassi rispetto agli zuccheri, ma… se ne bruciano pochi! Il conteggio calorico finale è molto basso. Ciò che conta è innalzare il consumo calorico totale, quindi risultati migliori si ottengono con sessioni di cardio più brevi e intense.

L’allenamento ad intervalli di alta intensità (interval training) è il più utile a favorire il dimagrimento più efficace e prolungato, c’è una maggiore attivazione del metabolismo nei lavori ad alta intensità in quanto sono richieste più energie per riparare i danni dopo l’allenamento, il metabolismo rimane quindi attivato anche post esercizio e si bruciano più calorie.

 

2)      SI PUO’ SMALTIRE IL GRASSO SOLO DOVE SI VUOLE

Magari! In realtà studi condotti su centinaia di atleti hanno dimostrato che il dimagrimento localizzato non esiste. Ci sono dei metodi che possono favorire la perdita di grasso in specifiche regioni corporee, ma non è possibile dimagrire esclusivamente in una zona. Anzi è importare prestare attenzione a certe false credenze che possono addirittura peggiorare la situazione. Ad esempio: eseguire centinaia di addominali ogni giorno nella speranza di sciogliere grasso nella pancia è pressoché inutile; alla fine si otterrà solamente una maggiore tonificazione e l’ipertrofia derivata dall’esercizio non farà che mettere in evidenza la parete di adipe.

 

3)      PIU’ SI SUDA, PIU’ SI DIMAGRISCE

Nel sudore non è presente nessuna forma di grasso, quindi come può farlo perdere se non lo contiene? I chili persi sudando si riacquistano semplicemente bevendo un po’ d’acqua.

Se non fossi stata abbastanza convincente, vorrei riportare un esempio che ha fatto un mio stimatissimo collega e amico padovano (Sascha Antoniutti):  gli operai che stendono il catrame sulle strade a luglio sudano, sudano tantissimo, sudano tutti i giorni eppure non hanno la garanzia di un corpo scolpito e definito!

 

4)      ALLENARSI MENO DI UN’ORA E’ TEMPO SPRECATO

Frequenza e costanza sono più importanti della durata dell’allenamento. Sedute di allenamento di 20 minuti tre volte alla settimana, garantiscono più risultati di un’ora praticata saltuariamente, sebbene la quantità di tempo sia identica.

 

5)      E’ L’ACIDO LATTICO A PROVOCARE I DOLORI MUSCOLARI DEL GIORNO DOPO

L’acido lattico prodotto durante l’allenamento viene in realtà smaltito in poche ore. Ciò che provoca il disturbo nei giorni successivi è un meccanismo denominato DOMS, acronimo di Delayed Onset Muscle Soreness che in italiano si traduce come “Indolenzimento Muscolare a Insorgenza Ritardata”. Vengono in pratica sfibrate e danneggiate fibre muscolari ed è una risposta fisiologica riscontrata in genere da tutti, indipendentemente dal grado di allenamento, quando si compiono sforzi maggiori o attività fisiche a cui non si è abituati.